Referendum sulla
Giustizia
Una modifica alla Costituzione. Tre nuovi organi. Oltre cento milioni di spesa annua stimata. I fatti, i numeri, le ragioni per votare No.
In 2 minuti
Per chi vuole capire subito cosa sta succedendo — anche senza seguire la politica.
Il 22-23 marzo voti su una modifica della Costituzione. Ecco cosa devi sapere.
Che separa le carriere di giudici e PM per rendere la giustizia più giusta e imparziale.
- Divide il CSM — l'organo di autogoverno della magistratura — in tre organi separati, ciascuno più piccolo e, secondo i critici, strutturalmente più esposto a influenze esterne
- Sostituisce l’elezione dei membri togati con il sorteggio — e per i membri laici introduce un “sorteggio temperato” da liste compilate dal Parlamento in seduta comune, dove la maggioranza ha un peso determinante nella composizione della lista
- Toglie ai magistrati il potere di giudicare i colleghi e lo affida a una nuova Alta Corte disciplinare, con 9 magistrati sorteggiati, 3 nominati dal Presidente della Repubblica (figura di garanzia) e 3 sorteggiati da una lista compilata dal Parlamento
- Costa oltre 100 milioni di euro in più all'anno secondo stime indipendenti (Giustizia Insieme, Procuratore Gratteri), senza nessuna analisi costi-benefici ufficiale
Non velocizza i processi (lo ha ammesso lo stesso ministro Nordio). Non contiene misure per migliorare la qualità della giustizia né per ridurre gli errori giudiziari.
Dal 2022 il passaggio da giudice a PM è limitato a una volta in tutta la carriera e riguarda circa lo 0,3% dei magistrati all'anno — poche decine di persone su 9.500 in servizio. Se il passaggio è già quasi azzerato per legge ordinaria, la scelta di modificare la Costituzione va oltre la semplice separazione delle carriere.
Se la riforma dovesse ridurre l'indipendenza dei magistrati — come temono i critici — le conseguenze non riguarderebbero solo i politici sotto indagine. Riguarderebbero anche te: nella tua causa civile, nel tuo ricorso contro la pubblica amministrazione, nel tuo caso di lavoro.
Anche se votano pochi, il risultato è valido. Ogni voto conta.
Come funziona
Prima di capire cosa cambia, bisogna capire come funziona. Spiegato senza gergo.
Il Consiglio Superiore della Magistratura è l'organo che gestisce le carriere dei magistrati: li assume, li assegna alle sedi, li trasferisce, li promuove, e li giudica quando commettono illeciti disciplinari.
Esiste dal 1948 per un motivo preciso: impedire che sia il governo a decidere chi fa il giudice, dove, e per quanto tempo. Se il governo potesse trasferire o punire un magistrato, potrebbe condizionare le sue decisioni.
Il CSM è composto da: il Presidente della Repubblica (che lo presiede), il Primo Presidente e il Procuratore Generale della Corte di Cassazione, 20 membri eletti dai magistrati (i "togati" — 2/3 del totale) e 10 membri eletti dal Parlamento tra professori e avvocati (i "laici" — 1/3).
Questa composizione (2/3 togati, 1/3 laici) è stata pensata dai Costituenti per bilanciare autogoverno della magistratura e controllo democratico.
Il CSM attuale non è privo di problemi. Lo scandalo Palamara (2019) ha portato alla luce un sistema di nomine opaco, condizionato dalle correnti interne della magistratura. Il problema è reale e documentato. La domanda è se questa riforma lo risolva o rischi di aggravarlo — sostituendo l'influenza delle correnti con un'influenza più diretta della politica.
Ascolta le parti, valuta le prove e decide: assolve o condanna. Deve essere imparziale rispetto ad entrambe le parti.
Il Pubblico Ministero indaga sui reati e porta le accuse in tribunale. È una "parte" nel processo — lui decide se un'indagine va avanti o si archivia.
Oggi giudici e PM fanno lo stesso concorso d'ingresso, ma svolgono funzioni diverse. Il passaggio da un ruolo all'altro è già quasi impossibile dopo la riforma Cartabia del 2022: una sola volta in carriera, riguarda circa lo 0,3% dei magistrati all'anno — poche decine di persone su 9.500 in servizio (fonte: dati CSM 2015-2024; la Prima Presidente della Cassazione Cassano ha riportato lo 0,83% dei PM passati a giudice e lo 0,21% dei giudici passati a PM in cinque anni).
Se un politico commette un reato, chi lo indaga? Il PM.
Se il PM perde indipendenza dalla politica, chi garantisce che le indagini siano libere da pressioni?
La riforma mantiene formalmente l'autonomia della magistratura (art. 104, comma 1 resta invariato), ma i critici temono che la nuova struttura possa indebolirla nei fatti.
Ma non è solo questione di politici: anche nella tua causa civile, nel tuo ricorso contro la pubblica amministrazione, nel tuo caso di lavoro — vuoi che il giudice sia libero di decidere secondo la legge, o che debba preoccuparsi di cosa pensa il governo?
L'indipendenza della magistratura non è un privilegio dei magistrati. È una garanzia per i cittadini.
Cosa cambia nella Costituzione
Il testo prima e dopo la riforma. Le parti aggiunte o modificate sono evidenziate in verde; quelle rimosse o sostituite in rosso.
Il Presidente della Repubblica presiede il Consiglio superiore della magistratura.
Il Presidente della Repubblica presiede il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente.
Il Presidente della Repubblica dovrà presiedere due organi separati anziché uno. Un impegno istituzionale aggiuntivo sulla più alta carica di garanzia.
La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull'ordinamento giudiziario.
La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull'ordinamento giudiziario, le quali disciplinano altresì le distinte carriere dei magistrati giudicanti e requirenti.
- La separazione delle carriere viene scritta nella Costituzione: diventa irreversibile senza un'altra riforma costituzionale.
- Il legislatore ordinario non potrà mai più prevedere percorsi flessibili, anche se si rivelassero utili.
La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.
Il Consiglio superiore della magistratura è presieduto dal Presidente della Repubblica.
Ne fanno parte di diritto il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione.
Gli altri componenti sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra i magistrati appartenenti alle varie categorie, e per un terzo dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo quindici anni di esercizio.
La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere ed è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente.
Il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente sono presieduti dal Presidente della Repubblica.
Ne fanno parte di diritto, rispettivamente, il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione.
Gli altri componenti sono estratti a sorte, per un terzo, da un elenco di professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati dopo quindici anni di esercizio compilato dal Parlamento in seduta comune e, per due terzi, tra i magistrati appartenenti alla rispettiva carriera.
- Un CSM diventa due: uno per giudici, uno per PM. Ciascuno più piccolo e con meno poteri dell'originale.
- Il sorteggio sostituisce l'elezione per i membri togati: i magistrati non eleggono più i propri rappresentanti. I togati sorteggiati arrivano senza mandato elettorale, senza una base di riferimento, senza coordinamento pregresso — strutturalmente più frammentati rispetto ai laici selezionati da una lista politica.
- Il "sorteggio temperato" per i laici: il Parlamento in seduta comune compila la lista dei nomi — e la maggioranza parlamentare, che di norma coincide con quella di governo, ha il peso determinante in questa scelta. Poi si sorteggia da quella lista. Quanto più la lista è ristretta rispetto ai posti disponibili, tanto più la selezione è di fatto una scelta politica mascherata da sorteggio. I laici, provenendo da una lista compilata dalla maggioranza parlamentare, rischiano di arrivare con una coesione e un orientamento politico che i togati sorteggiati non possono avere.
- Il rischio: il meccanismo strutturalmente favorisce la componente laica — coordinata e selezionata politicamente — rispetto a quella togata, sorteggiata e quindi frammentata. Il rischio concreto è che l'autogoverno della magistratura diventi di fatto un eterogoverno della politica.
Spettano al Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme sull'ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni e i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati.
Spettano a ciascun Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme sull'ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni, i trasferimenti, le valutazioni di professionalità e i conferimenti di funzioni nei riguardi dei magistrati.
La giurisdizione disciplinare nei riguardi dei magistrati ordinari, giudicanti e requirenti, è attribuita all'Alta Corte disciplinare.
[Composizione: 3 nominati dal PdR, 3 sorteggiati da lista del Parlamento, 6 giudici + 3 PM con 20+ anni di servizio, sorteggiati]
- Il potere disciplinare viene tolto al CSM e dato a un nuovo organo: l'Alta Corte disciplinare.
- 15 membri totali: 3 nominati dal Presidente della Repubblica, 3 sorteggiati da lista compilata dal Parlamento, 9 magistrati sorteggiati (6 giudici + 3 PM con almeno 20 anni di servizio). I magistrati più giovani sono esclusi.
- Le sentenze dell'Alta Corte sono impugnabili solo davanti alla stessa Alta Corte con composizione diversa — non davanti alla Corte di Cassazione. Possibile violazione dell'art. 111 della Costituzione (che garantisce il ricorso in Cassazione per ogni sentenza).
- Secondo numerosi costituzionalisti, l'Alta Corte si configura come un giudice speciale, in potenziale contrasto con il divieto dell'art. 102, comma 2 della Costituzione (v. Giustizia Insieme; Sistema Penale).
- Paradosso: riunisce giudici e PM nello stesso organo — proprio quei giudici e PM che nei CSM vengono separati.
Art. 106, comma 3 — aggiunge la possibilità di nominare consiglieri di Cassazione per meriti insigni anche tra i magistrati requirenti con almeno 15 anni di servizio (designazione del CSM giudicante).
Art. 107, comma 1 — aggiunge "rispettivo" davanti a "Consiglio superiore della magistratura" per adeguare il testo alla divisione in due organi.
Art. 110, comma 1 — sostituisce "Consiglio superiore della magistratura" con "ciascun Consiglio superiore della magistratura" per le competenze del Ministro della giustizia.
Modifiche tecniche di adeguamento alla nuova struttura duale. Non introducono poteri nuovi, ma adattano il testo alla frammentazione del CSM in due organi separati.
Quanto ci costa
La riforma crea tre organi dove oggi ce n'è uno. Ogni organo ha bisogno di sede, personale, struttura. Nessuno ha fatto i conti ufficiali — ma altri lo hanno fatto per loro.
di spesa aggiuntiva stimata a regime
Fonte: Giustizia Insieme (dic. 2025) · Procuratore Gratteri (feb. 2026)
| Fonte | Stima costo aggiuntivo annuo |
|---|---|
| Giustizia Insieme (Arbia, dic. 2025) | +102 M€/anno a regime, +114 M€ il primo anno |
| Procuratore Gratteri (feb. 2026) | +100 M€/anno (50M doppio CSM + 50M Alta Corte) |
| Editoriale Domani (nov. 2025) | Lievitazione a ~80 M€ totali (da 32,5M attuali) |
Dettaglio stima Giustizia Insieme: triplicazione costi di funzionamento (da ~50M a ~141M = +94M/anno) + due nuove sedi di prestigio a Roma (+8M/anno affitto) + allestimento sedi (+12M il primo anno).
Si tratta di stime prodotte da fonti indipendenti — non dal governo, che non ha allegato alcuna analisi finanziaria alla legge di revisione costituzionale.
Cosa sono 100 milioni l'anno?
La legge di revisione costituzionale non contiene nessuna analisi finanziaria. Non indica quanto costerà, né dove si troveranno i soldi. Le leggi di revisione costituzionale non sono formalmente soggette all'obbligo di copertura finanziaria dell'art. 81. Ma l'assenza totale di qualsiasi stima di impatto economico — da parte del governo che ha proposto la riforma — resta un'anomalia politica significativa.
Per dare un ordine di grandezza: il taglio di 345 parlamentari nel 2020 produsse un risparmio stimato di 67M€/anno. Questa riforma costerebbe circa il 50% in più, ogni anno, senza scadenza.
Le ragioni del No
Sei motivi concreti, documentati, verificabili. I dati sono fatti; le conclusioni che ne traiamo sono le nostre — e le fonti sono tutte qui perché tu possa giudicare.
- La riforma Cartabia (2022) ha limitato il passaggio da giudice a PM a una sola volta in tutta la carriera, nei primi 10 anni
- Il passaggio riguarda circa lo 0,3% dei magistrati all'anno — poche decine di persone su 9.500 in servizio (dati CSM 2015-2024)
- Lo stesso ministro Nordio lo ha ammesso: «Quando mai abbiamo detto che la separazione delle carriere rende i processi più veloci?» (marzo 2025, convegno alla Camera)
Se la separazione di fatto esiste già, perché cambiare la Costituzione? Il risultato concreto, al di là delle intenzioni dichiarate, è una ristrutturazione profonda del CSM.
La riforma:
- Spacca l'unico CSM in tre organi più deboli (due CSM + Alta Corte)
- Introduce il sorteggio al posto dell'elezione per i membri togati: magistrati sorteggiati = frammentati, senza mandato, scoordinati
- Usa il "sorteggio temperato" per i laici: il Parlamento in seduta comune compila la lista — e la maggioranza parlamentare, che di norma coincide con quella di governo, ha il peso determinante — poi si sorteggia da quella lista. Quanto più la lista è ristretta rispetto ai posti disponibili, tanto più la selezione è di fatto una scelta politica mascherata da sorteggio
- Toglie il potere disciplinare ai CSM e lo dà all'Alta Corte
Il meccanismo strutturalmente favorisce la componente laica — coordinata e selezionata politicamente — rispetto a quella togata, sorteggiata e quindi frammentata. Il rischio concreto è che l'autogoverno della magistratura diventi di fatto un eterogoverno della politica. Anche Magistratura Indipendente (la corrente di magistrati più vicina al centrodestra) ha espresso critiche. E la senatrice Fregolent di Italia Viva al Senato il 28 ottobre 2025: «Avremmo voluto un'apertura... la parte del CSM non ci ha mai convinto» (resoconto stenografico, seduta n. 359).
- Composizione: 3 nominati dal PdR (figura di garanzia), 3 sorteggiati da lista del Parlamento, 9 magistrati sorteggiati → la componente togata è maggioritaria (9/15), ma 6 membri su 15 sono di designazione istituzionale/parlamentare
- Solo magistrati con 20+ anni possono farne parte — i più giovani sono esclusi
- Le sentenze NON sono impugnabili davanti alla Cassazione → possibile violazione dell'art. 111 Cost.
- Secondo numerosi costituzionalisti, si configura come un giudice speciale, in potenziale contrasto con il divieto dell'art. 102, comma 2 Cost. (v. Giustizia Insieme; Sistema Penale).
- Paradosso: riunisce giudici e PM nello stesso organo — proprio quei giudici e PM che nei CSM vengono separati
- Il carico di lavoro attuale è di ~42 condanne l'anno. Creare un intero organo costituzionale per questo è sproporzionato
Chi ce lo dice? Le persone che lavorano nella giustizia:
«Non si forniscono elementi utili a chiarire in che termini la separazione delle carriere possa contribuire all'efficienza della giurisdizione.»
Vincenza Maccora, Presidente sezione GIP Milano — Audizione Senato, 25 febbraio 2025«Non migliorano l'amministrazione della giustizia, non incidono sulle lentezze dei processi.»
Luciano Violante, ex presidente della Camera — Audizione Senato, 6 marzo 2025«La celerità della giustizia è una condizione necessaria, ma non sufficiente ed è secondaria.»
Ministro Carlo Nordio, 14 gennaio 2026I veri problemi della giustizia italiana — lentezza, carenza di personale, infrastrutture inadeguate — non vengono nemmeno sfiorati da questa riforma.
- Il disegno di legge è stato presentato dal governo e approvato identico in tutte e quattro le letture parlamentari
- Non è stato accolto nemmeno un emendamento. Nessun confronto, nessuna modifica, nessun dialogo con l'opposizione né con i tecnici del diritto
- Questo è atipico per una riforma costituzionale, che per sua natura dovrebbe avere il consenso più ampio possibile
Il Portogallo ha carriere separate con due CSM distinti. Ma entrambi i CSM portoghesi:
- Mantengono tutti e quattro i poteri fondamentali (nomina, promozione, trasferimento, disciplina)
- Hanno membri eletti dai magistrati, non sorteggiati
- Mantengono la composizione con maggioranza togata
Dopo l'approvazione della riforma Nordio, i PM portoghesi hanno espresso solidarietà ai colleghi italiani, definendo il modello italiano attuale «un esempio di equilibrio tra l'autonomia funzionale e l'indipendenza costituzionale dei magistrati». (Dichiarazione SMMP, Questione Giustizia)
La riforma Nordio non adotta il modello portoghese. Fa l'opposto: toglie poteri, toglie l'elezione, riduce la componente togata.
Cosa ha detto il governo
Una selezione di dichiarazioni pubbliche rilevanti. Data, autore, citazione, fonte.
Queste dichiarazioni documentano il clima politico in cui la riforma è stata proposta e approvata. Non rappresentano le argomentazioni di merito a favore della riforma, che vertono su imparzialità, efficienza e modernizzazione.
«Rispondere a una intollerabile invadenza» della magistratura.
→ Rivista Il Mulino, "Contro la riforma Nordio"«C'è un blocco sulle espulsioni grazie a decisioni giudiziarie, c'è un blocco sulla sicurezza, sulla politica industriale [...] Questa è un'invasione di campo a cui bisogna porre rimedio.»
→ Il Fatto Quotidiano, 4 novembre 2025Definisce la decisione del Tribunale dei Minori de L'Aquila (caso "famiglia nel bosco") un «sequestro di persona».
→ ANSA, 22 novembre 2025Definisce il sistema di nomine del CSM un «meccanismo para-mafioso», un «verminaio correntizio», un «mercato delle vacche».
Elly Schlein (PD): «Assimilare i magistrati ai mafiosi è gravissimo, soprattutto da parte del ministro della Giustizia — parliamo di persone come Falcone, Borsellino, Livatino, Chinnici.»
→ L'Unità, 16 febbraio 2026Il ministro ha pubblicato un libro a sostegno del Sì alla riforma e lo ha presentato in giro per l'Italia, spesso senza contraddittorio, durante il periodo di par condicio.
→ Articolo 21, gennaio 2026Il Presidente della Repubblica è intervenuto a sorpresa al plenum del CSM. Un gesto ampiamente interpretato dalla stampa come un richiamo all'equilibrio istituzionale, nel contesto dello scontro tra governo e magistratura.
→ Questione Giustizia; Fanpage, 19 febbraio 2026La narrazione sul fascismo — smentita
Il governo ha promosso la tesi secondo cui l'unità delle carriere dei magistrati sarebbe un'eredità fascista. Questa ricostruzione è storicamente falsa: l'unità delle carriere esisteva già nello Stato liberale pre-fascista. Il fascismo semmai controllava i magistrati subordinandoli al potere esecutivo — esattamente ciò che i Costituenti del 1948 hanno voluto impedire creando il CSM.
→ Fanpage, "Non furono Mussolini e il fascismo a unificare le carriere dei magistrati", 17 febbraio 2026Il contesto più ampio
La separazione delle carriere non è un intervento isolato. Si inserisce in un quadro:
- Abolizione dell'abuso d'ufficio (meno strumenti contro la corruzione dei funzionari pubblici)
- Depotenziamento del traffico di influenze
- Decreti sicurezza con nuovi reati legati alle manifestazioni e al blocco delle infrastrutture
- Scontro continuo con la magistratura sul tema migranti/Albania
Il procuratore di Pescara Bellelli ha definito la riforma un «cavallo di Troia»: la separazione è il pretesto per ristrutturare l'intero assetto dell'autogoverno della magistratura.
→ Il Fatto Quotidiano, 18 febbraio 2026Il precedente del Piano di Rinascita Democratica
Nel "Piano di Rinascita Democratica" della loggia P2 di Licio Gelli, il PM veniva definito un «fattore di instabilità» perché autonomo e non controllabile. La soluzione proposta: separazione delle carriere, PM e giudici con carriere separate e CSM distinti.
Quando il deputato De Maria (PD) lo ha fatto notare in Parlamento, il ministro Nordio ha dichiarato di «non conoscere il Piano di Gelli».
→ Articolo 21, gennaio 2026. Questo è un fatto storico documentato e verificabile, non una teoria del complotto.
«I magistrati si autoassolvono» — i dati dicono altro
Uno degli argomenti principali per la riforma è che il sistema disciplinare attuale non funziona. I numeri raccontano una storia diversa.
«La Sezione disciplinare opera con serietà, competenza e rigore, senza alcuna influenza riconducibile alle appartenenze associative.»Fabio Pinelli, Vicepresidente del CSM — giurista eletto in quota Lega (partito di maggioranza, che sostiene la riforma) — Il Dubbio, 28 gennaio 2025
Lo stesso ministro Nordio, che ha facoltà di impugnare le sentenze disciplinari, ne ha impugnate solo 6 su 184 tra gennaio 2023 e settembre 2025 — segno che ritiene le decisioni corrette nella quasi totalità dei casi.Fonte: CGIL, vademecum referendum, gennaio 2026
«Dicono che...» — In realtà...
Gli argomenti più frequenti a favore del Sì, con le risposte basate sui fatti.
No. La riforma non interviene su nessuna delle cause reali della lentezza dei processi: carenza di personale, infrastrutture inadeguate, complessità procedurale.
Lo ha ammesso lo stesso ministro Nordio: «Quando mai abbiamo detto che la separazione delle carriere rende i processi più veloci?» (marzo 2025). E ancora, il 14 gennaio 2026: «La celerità della giustizia è secondaria».
Il passaggio di carriera — l'aspetto più concreto e misurabile della "vicinanza" — è già ridotto allo 0,3% annuo dopo la riforma Cartabia (una sola volta in tutta la carriera, poche decine di persone su 9.500 in servizio). La riforma costituzionalizza una separazione che è in larga parte già operativa.
Le correnti sono un problema reale. Ma il sorteggio non le elimina: elimina l'elezione. I magistrati sorteggiati arrivano al CSM senza coordinarsi, senza mandato, senza preparazione.
Nel frattempo, i membri "laici" — scelti tramite sorteggio da una lista compilata dal Parlamento in seduta comune, dove la maggioranza ha il peso determinante — arrivano organizzati e coesi. Il rischio concreto è che il rimedio sia peggiore del male: sostituire l'influenza delle correnti con un'influenza più diretta della politica.
Il sorteggio in sé non è un'idea irragionevole — è stato proposto anche da giuristi progressisti come strumento anti-correnti. Il problema non è il sorteggio, ma la sua combinazione con un meccanismo di selezione politica per i laici: è l'asimmetria tra le due componenti a creare il rischio.
È vero: in molti paesi europei le carriere sono separate. Ma quasi ovunque la separazione si accompagna a una dipendenza del PM dal governo (Francia, Germania, Spagna). Ed è proprio questo il rischio: questa riforma separa le carriere indebolendo contemporaneamente le garanzie di indipendenza del PM.
Il Portogallo — unico paese con carriere separate dove i PM restano indipendenti — ha due CSM che mantengono tutti i poteri (incluso il disciplinare) e i cui membri sono eletti, non sorteggiati. La riforma Nordio non segue il modello portoghese: fa l'opposto.
I dati dicono altro: dal 2010 al 2025, il 46% dei procedimenti disciplinari arrivati a giudizio si è concluso con una condanna. Il Vicepresidente del CSM Pinelli (eletto in quota Lega) ha confermato che la Sezione disciplinare «opera con serietà e rigore». Lo stesso Nordio ha impugnato solo 6 sentenze su 184 in due anni e mezzo.
Certo. Ma una riforma costituzionale dovrebbe migliorare le cose, non peggiorarle. Questa riforma indebolisce un organo di garanzia (il CSM), crea tre strutture dove ne bastava una (costo: 100+ milioni/anno), non risolve nessuno dei problemi concreti della giustizia, ed è stata approvata senza accogliere un solo emendamento.
Aggiornare sì. Peggiorare no.
Votare No è una scelta sul merito della riforma, non sul governo. La prova: critiche alla riforma sono arrivate anche da Italia Viva (che è favorevole alla separazione delle carriere ma non a questo testo), dalla corrente di magistrati più vicina al centrodestra (Magistratura Indipendente), e dallo stesso Vicepresidente del CSM eletto in quota Lega.
Falso. L'unità delle carriere esisteva già nello Stato liberale, prima del fascismo. Il fascismo controllava la magistratura in un altro modo: subordinandola al governo. I Costituenti del 1948 hanno creato il CSM proprio per impedire questa subordinazione.
Chi ripete questa tesi distorce i fatti. Fanpage, 17 febbraio 2026
Al contrario: proprio perché non c'è quorum, ogni singolo voto conta di più. Se votano in pochi, basta una manciata di voti per decidere il destino della Costituzione. Non andare a votare è il modo migliore per far vincere chi è più organizzato.
Come si vota
Date, orari, e cosa significa scegliere Sì o No.
Il risultato è valido qualunque sia l'affluenza. Anche se va a votare solo il 20% degli italiani, il referendum è valido. Ogni singolo voto conta. Non votare significa lasciare che decidano gli altri.
Cosa significano i voti
Il quesito ufficiale — Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025:
«Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare"?»
Voto fuori sede e dall'estero — Per informazioni ufficiali su come votare se non sei nella tua città di residenza o se ti trovi all'estero, consulta il sito del Ministero dell'Interno:
Fonti
Ogni affermazione nel sito è verificabile. Tutte le fonti sono pubblicamente accessibili.